Qualcosa si muove

chimamanda

Per parlare della posizione da cui svolgo il mio lavoro, scelgo il familiare linguaggio della politica, vecchi codici, parole come “lotta, maginalità e resistenza”. Scelgo queste parole ben sapendo che non sono né più popolari né più “giuste” – le conservo insieme all’eredità politica che evocano e rappresentano, pur lavorando per cambiare ciò che affermano e per assegnare loro significati diversi, rinnovati.

Così bell hooks, in Elogio del margine, una quindicina d’anni fa. Lei ed altr*, incessantemente, continuano a muoversi per cambiare quelle parole, i loro usi e significati, ed è ancora difficile seguire le tracce di questo cambiamento, perché avviene a diversi livelli e ancora in mezzo a un patriarcato che sta ben attento a non dare notizia di tutto ciò.

A Helsinki, in Giugno, ci sarà un congresso internazionale, Women in the History of Philosophy: Methodological Reflections on Women´s Contributions and Influence, ultimo di una lunga serie di appuntamenti simili sparsi per il mondo, di cui potete sapere tramite il blog Feminist History of Philosophy. Intanto che accadono cose accademiche e internazionali, da noi ci sono insegnanti che non aspettano riforme o chissà quali provvedimenti accentrati per darsi da fare, e che hanno le idee molto più chiare di tant* politic* di professione, teolog*, dirigenti scolastici e genitori:
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