A che serve fare qualcosa

 

Da 'Totò a colori' - "La scienza va premiata"

Da ‘Totò a colori’ – “La scienza va premiata”

Ancora in molti ci chiedono perché avviare progetti sulle questioni di genere nelle scuole. Si potrebbe rispondere in tanti modi, uno dei quali è: perché non vogliamo che tanti ragazzi e ragazze crescano nella totale ignoranza dei problemi che li riguardano, e che li riguarderanno quando dalla scuola saranno usciti.

Come facciamo a sapere che questi problemi, inevitabilmente, li riguarderanno? Ecco qui un esempio. Quello che segue è uno dei messaggi che riceviamo da (purtroppo) anonimi commentatori – almeno questo si esprime civilmente.

Purtroppo non posso condividere il vostro punto di vista. Trasudate parzialità già dalla presentazione, Ad esempio, uno su tutti. La scuola italiana sarebbe maschilista? Avete mai guardato una statistica su quanti uomini insegnano nella scuola italiana?

Il femminismo degli ultimi tempi sta portando avanti ideologie umilianti, separatiste, aggressive. Non verrà nulla di buono da questo femminismo volgare. E siamo solo all’inizio.

Trasudate parzialità.

Si, siamo parziali: c’è un genere che opprime, altri che vengono oppressi. La situazione non è imparziale, perché lo dovremo essere noi? Siamo dalla parte di chi non viene raccontato e non ha potere (i generi diversi dal maschile eterosessuale) e dalla parte di chi ha tante domande alle quali nessuno risponde – ragazze e ragazzi delle scuole.

La scuola italiana sarebbe maschilista? Avete mai guardato una statistica su quanti uomini insegnano nella scuola italiana?

Sì, e quel numero risibile è proprio il risultato del maschilismo imperante nella società. Alle donne si presenta il lavoro di insegnante come unica prospettiva, e che un uomo faccia il maestro di scuola è ancora considerata una “stravaganza” – a essere generosi. Eccole spiegato il numero che le fa tanta impressione, se la prenda con quella cultura maschilista che l’ha prodotto. In più, tutte quelle donne non sono certo garanzia di immunità dal maschilismo diffuso, come sa bene chi fa esperienza di ciò che succede a scuola. Quel numero, caro commentatore anonimo, va saputo leggere. Se ci legge che le donne comandano nella scuola, che le scuole sono “femministe”, lei non sa niente delle scuole né del femminismo.

Il femminismo degli ultimi tempi sta portando avanti ideologie umilianti, separatiste, aggressive.

Appunto. Il femminismo, come sa chi un minimo s’interessa seriamente a questo argomento, non esiste. Esistono i femminismi, perché parliamo di un movimento culturale ricchissimo di teorie e posizioni anche in forte contrasto tra loro, e non di un blocco monolitico di teorie propugnate da donne che ce l’hanno con gli uomini – come racconta questo e altri luoghi comuni. Questa immagine da barzelletta dice qualcosa su chi la crede vera, piuttosto che sui femminismi. Se “gli ultimi tempi” non le piacciono, sarà il caso di prendersela con chi li comanda, questi tempi – e di certo non è “il femminismo”, né i femminismi, né le femministe.

Non verrà nulla di buono da questo femminismo volgare. E siamo solo all’inizio.

Il tono apocalittico tipico di chi non ha argomenti, e s’adagia sul “si stava meglio quando si stava peggio”. E poi, quale femminismo è volgare? Se proviamo a definire questo “coso” che sarebbe volgare, scopriamo che non è neanche un femminismo.

Queste convinzioni, così espresse, le si hanno non solo quando si rimane nell’ignoranza delle più elementari questioni di genere, ma quando si presuppone di conoscere qualcosa che avrebbe a che fare con esse. Chi scrive una cosa del genere pensa di sapere cosa sono i femminismi, pensa di sapere come funziona la scuola, pensa di sapere cos’è il sessismo. E su queste convinzioni formula i suoi giudizi. Possiamo immaginare facilmente con quali convinzioni viva i suoi affetti e le sue relazioni con l’altro sesso e verso gli altri generi. Pensa di sapere che vadano benissimo così.

Noi non vogliamo più persone così. Perciò facciamo qualcosa.

Per esempio, partecipiamo a Educare alle differenze.

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