Una storia di donne, Le Preziose.

Francoise de Sévigné

Francoise de Sévigné

Una manualistica molto spesso poco attenta al come porge gli argomenti ha abituato da molti anni a pensare i periodi storici come separati da abissi invalicabili. La realtà dei fatti invece è che quegli abissi, molto spesso, sono solo comode semplificazioni da parte dei divulgatori, o di chi compila e aggiorna manuali scolastici in maniera troppo poco critica.

Attualmente fuori catalogo (l’ultima edizione è del 2001), La civiltà della conversazione di Benedetta Craveri racconta, su un periodo storico del quale sono diffusi parecchi luoghi comuni, tre cose molto interessanti con un linguaggio intrigante e con assoluto rigore documentale:
– che la divisione tra due periodi storici netti e differenti, la separazione tra Seicento e Settecento, andrebbe seriamente criticata per vedere se e quanto corrisponde ai fatti;
– che anche a distanza di secoli, è possibile identificare quel momento nel quale alcune particolari circostanze storiche – la Restaurazione in Francia, la condizione della nobiltà francese eliminata dalla politica di corte e dal potere della Chiesa, l’esigenza di definire un mondo culturale del tutto inesplorato da parte di molte persone – permettono la nascita in senso moderno di un pubblico, di una “pubblica opinione”;
– che sia stato un movimento creato, pensato e portato avanti da donne a rendere possibile, insieme ad altre condizioni, l’Illuminismo così come lo conosciamo e apprezziamo.

Craveri racconta la storia di una casta, anzi forse di una ex-casta, che si vede privata dei suoi privilegi e delle sue caratteristiche di superiorità in quanto depositaria di un potere militare divenuto inutile; “la nobiltà francese era indotta a ripensare se stessa e a ridefinirsi attraverso una spettacolare metamorfosi”, cioè  attraverso un rigido codice culturale elaborato dalle donne. In quasi due secoli l’educazione, la vita sociale, la letteratura, la cultura civile, i rapporti di potere saranno potentemente messi in discussione, rielaborati e profondamente trasformati dalle Preziose e dalle loro attività e iniziative.

Poiché i tradizionali valori maschili erano entrati in crisi, le donne si trovano improvvisamente al centro della ribalta per due diverse ragioni: perché l’ossequio cavalleresco che veniva tributato loro era un gesto consapevole di fedeltà all’antico costume feudale in polemica implicita con il presente; e perché valori tradizionalmente femminili come la ‘politesse’ assumevano ora, nel processo di ridefinizione dello stile di vita nobiliare, una importanza centrale anche per gli uomini.

Racconta Lia Cigarini:

Ho sempre amato e studiato il movimento delle preziose ricavandone idee e suggerimenti per orientarmi nella vita e nella politica delle donne. A me risultavano le donne più consapevoli che avessi letto, e in una specie di corteo immaginario le vedevo sfilare a due a due legale da una appassionata amicizia. Madame de Sévigné e Madame de La Favette, Madame de Maintenon e Ninon de Lenclos, Madame de Sablé e Mademoiselle d’Attichy, Mademoiselle de Scudéry e Madame de Rambouillet e al loro seguito le amatissime figlie. Cosicché quando mi sono affacciata al mondo, munita di volontà e determinazione ma sola e muta nel disagio della emancipazione, avevo dentro di me due beni preziosi: una genealogia femminile ben precisa e la predisposizione ad affidarmi ad una donna più grande di me.
So che altre hanno fatto così. Ricordo Carla Lonzi che indicava le mistiche e le preziose come riferimenti a lei indispensabili.

Dell’impresa di queste donne, sulla quale il giudizio critico può essere molto diverso (qui uno e un altro esempio) ma certo non se ne può nascondere il ruolo nel portare la civiltà francese dallo sbando successivo alla fine delle guerre di religione all’Illuminismo, i manuali tradizionali non fanno parola. L’Illuminismo pare sempre nascere un po’ per caso, dalle idee di qualche appunto illuminato pensatore che fa apparire, tutt’insieme, una coscienza civile critica, un’opinione pubblica, un pubblico di lettori, un’etica laica. Cose che invece sono nate molto prima in un ambiente circoscritto ma destinato ad avere una grandissima influenza – e voluto, ordinato e deciso da donne.

Lorenzo

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