La scuola contro omofobia e transfobia (Si può fare #3)

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Come forse già saprete, dopo qualche polemica Vladimir Luxuria è riuscita a incontrare gli studenti del liceo Muratori di Modena.

Ho parlato loro di diritto universale allo studio, affinche’ nessuno debba rinunciare all’istruzione per qualsiasi tipo di bullismo, come quello omofobo, transessuale o legato all’obesita’, ad esempio, o al colore della pelle. Ho invitato i docenti – ha detto ancora l’ex parlamentare – a una sorta di giuramento per essere gli insegnanti di una scuola legata all’inclusione. Poi ho parlato degli episodi di violenza e discriminazione che io stessa ho subito e superato.

In questo video i ragazzi e le ragazze del liceo raccontano cos’è successo, quali erano le loro intenzioni e quali sono stati i loro risultati ottenuti. Ascoltatelo bene, tutto. A me pare chiara una cosa: questi ragazzi volevano conoscere alcune cose, e lo hanno chiesto a chi ne sa. Per fortuna – perché in questo paese, per fare ciò, ci vuole anche la fortuna – è andata molto bene.

Il motivo delle polemiche intorno a questo evento è noto: l’associazione “Sì alla famiglia” di Modena aveva richiesto un contraddittorio. Perché, a loro dire, quest’incontro è stato “una negazione della liberta’ di espressione e del contraddittorio”.

Avete letto di cosa ha parlato Luxuria. Sono argomenti per i quali è necessario un contraddittorio? Ci voleva qualcuno che sostenesse le tesi dei bulli, degli omofobi, dei razzisti? Tra l’altro, la stessa associazione aveva proposto nei giorni precedenti un incontro aperto a tutti su un tema molto serio e interessante, “Il papà e la mamma sono ancora necessari?” senza che nessuno di opinione contraria fosse presente, pare – questo è quello che si legge. Allora: lo decide l’associazione dove servirebbe il contraddittorio, e per quali argomenti?

Tra l’altro, come si legge nello statuto, l’associazione “Sì alla famiglia” si occupa di “la promozione e la difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e la donna secondo i principi e gli orientamenti del Manifesto allegato al presente Statuto (all.to A) di cui costituisce parte integrante”. Ma di tutto ciò Luxuria non ha fatto parola, né di questo volevano parlare gli studenti. Il sopracitato Manifesto citato dice – tra le altre cose – che l’associazione è per il

No all’indottrinamento obbligatorio all’ideologia del gender, secondo la quale uomini o donne non si nasce ma si diventa e, liberandosi dai «condizionamenti» dell’anatomia, ogni ragazzo o ragazza sarebbe chiamato a scegliere liberamente se vuole essere uomo o donna – e no, certamente, a iniziative grottesche come quelle che, per non offendere vere o presunte sensibilità omosessuali, in diverse città italiane aboliscono la Festa della Mamma o la Festa del Papà, o sostituiscono «padre» e «madre» con «genitore 1» e «genitore 2» e simili.

Opinioni e credenze molto discutibili ma di cui, di nuovo, Luxuria non ha parlato. Allora perché chiedere un contraddittorio in quei termini? Quale “libertà di espressione” avrebbe violato Luxuria? A chi ha impedito di esprimersi? Ancora una volta: a cosa sarebbe servito un contraddittorio, visto ciò che ha detto? A difendere i bulli, gli omofobi e i transfobici?

Rimane una sola possibilità, mi pare, per quanto spiacevole: che Vladimir Luxuria sia ritenuta offensiva da qualcuno non per quello che dice o per come lo dice, ma per quello che lei è. E chi pensa questo, com’è noto, è un razzista, un transfobico. E come tutti i fobici, vede attentati alla propria libertà e “indottrinamenti obbligatori” ovunque. Ovunque, tranne dove ci sono realmente.

 Lorenzo Gasparrini

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3 thoughts on “La scuola contro omofobia e transfobia (Si può fare #3)

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