L’Anima Vola, le Emozioni di più. Elisa una di noi.

lanimavolatour

È sempre difficile dare una definizione di cosa sia un’artista e quale la sua funzione sociale, se una ne debba avere, poi.
Di quale sia il suo posto nel mondo. In questo mondo. Quali i messaggi e le istanze da trasmettere e comunicare alla gente.
Non c’è, dunque, risposta migliore a questi innumerevoli dubbi, dell’esempio incarnato di qualcuno/a al fine di provare a decifrare quale funzione svolga l’arte nei suoi molteplici dispiegamenti e forme, nonché nella contemporaneità dei giorni nostri.

Questo esempio viene – per me – magistralmente incarnato da quel vulcano di donna e musicista che è Elisa.

In giro per l’Italia – con tanto di prole al seguito – da Marzo 2014 con il suo tuor L’Anima Vola, ispirato al suo ultimo album dove si declina, con tratto intimo ed introspettivo, una Elisa in cambiamento ed in movimento. Nell’album (per la prima volta nella sua carriera, interamente in italiano) compaiono collaborazioni degne di nota: la prima quella con Tiziano Ferro al quale ha consegnato la scrittura di E scopro cos’è la felicità. Testo dedicato dall’artista pop latinense alla figlia della cantautrice, Emma, scritto appositamente per la cantante, in prima persona. La seconda, A modo tuo, donata da Luciano Ligabue e dedicata alla sua di figlia stavolta, che ha messo a dura prova la stessa Elisa per la scrittura decisamente toccante:

Sarà difficile
Chiederti scusa
Per un mondo che è quel che è
Io nel mio piccolo
Tento qualcosa
Ma cambiarlo è difficile

(…)

Sarà difficile
Lasciarti al mondo
E tenere un pezzetto per me
E nel bel mezzo del tuo girotondo
Non poterti proteggere

A modo tuo

Ma la canzone forse più rappresentativa di questo suo rinnovamento è indubbiamente Pagina Biancain cui si schiudono tutti i sussulti dell’anima che hanno portato la stessa Elisa ad affrontare  questo nuovo lavoro. In tutto l’album, infatti, si coglie distintamente l’universo d’emozioni tutto legato all’esperenzialità dell’artista in quanto donna e madre. Travolta da un pathos fra rabbia e quiete, declinato nei testi come un contrasto di riflessi fra ombre e luci (interiori).

Dichiara Elisa:

«Pagina Bianca è uno dei pezzi che mi prende più nello stomaco e insomma è una delle cose più sentite dell’album, non solo quando la canto ma anche quando l’ascolto. Mi ritorna su la rabbia. In che maniera? come posso dire… anche positiva, una sensazione forte»

E ancora:

«quando nel testo dico: “non volere niente da te, non pensare niente che non c’è” è anche la risposta a tutta la scaltrezza che c’è adesso; il fatto di fare qualcosa per qualcosa, per forza. Cercare il tornaconto, cercare la contropartita. Era come un modo di ribellarsi a tutta questa cosa qui, e dire “No!, io sono questo!”, questa è la mia dignità. Faccio questo perché sono questo e non potrei essere nient’altro. E non mi importa niente né di te, né dei tuoi soldi, né delle tue possibilità, eccetera».

Vedere Elisa sul palco è uno di quei momenti che ti tocca il cuore fin giù, chissà dove; la sua voce risuona dappertutto, facendo scendere le lacrime. In uno dei momenti più toccanti del concerto, lei siede al centro – di rosso vestita – al suo pianoforte bianco ed intona le prime strofe di Qualcosa che non c’è una delle canzoni che più parla di me e con me.

E allora?, cosa rende un’artista tale?

La capacità di Elisa di parlare di sé, di tutto quel suo mondo emotivo fatto di crepe e fragilità, di buio e luce, di contraddizioni, di amore, coraggio e forza la rende miracolosamente vera e bella. Anzi bellissima.
Non rinunciando ad indicare una strada, quella possibilità di girare i piedi trovando il coraggio di andare esattamente per dove ci si sente di dover andare. Solo per essere sé stessi, seguendo un sogno, il proprio, con umiltà.

A tutti i ragazzi e le ragazze bisognerebbe consigliare di scrivere un sogno. Anch’io l’ho fatto: tanto tempo fa scrissi su un quaderno, uno dei tanti, che un giorno avrei cambiato il mondo – nel mio piccolo – solo con le mie parole, la mia scrittura. Solo per fermare il tempo. Per restituire qualcosa, sapendo che molto di più avrei ricevuto in cambio.

E voi?, voi dove state andando?, come lo state cambiando questo mondo? Cosa avete da dire? Anche se non trovate le parole, ditelo ugualmente eh!

Io, se solo sapessi cos’è
Cosa c’è dietro a quell’ombra
A quella paura…
Che ti fa cambiare faccia
E fa dire quello che non si pensa

(…)

Io, se solo sapessi dov’è
Dove ho perso la mia pazienza
E lasciato la speranza
Per provare indifferenza
Freddo e apparenza
Dove si è rotto il filo
Di seta che ci univa

Un filo di seta negli abissi

Fiammetta

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