Dialoghi dello spogliatoio

Spogliatoio_giallo

Riportiamo qui lo stralcio di una chiacchierata – nata un po’ per caso tra me e Fiammetta per email – che forse può essere uno spunto per capire un po’ meglio certe dinamiche sessiste, certi tabù, legati ad ambienti e situazioni quasi proverbiali, per quanto riguarda i discorsi sul sesso.
Uno di questi luoghi è lo spogliatoio.

Detto per inciso, Jackson Katz, uno dei più noti educatori antisessisti degli USA, lavora molto proprio con le società sportive professionistiche.

Lorenzo: “Fiammetta, mi dicevi l’altra volta che quelle frasi ti ricordavano i commenti e le chiacchiere che si facevano nello spogliatoio, pieni di libertà e franchezza. Ho ripensato invece a quello che io ho sentito – e continuo a sentire – negli spogliatoi che frequento: roba che fa paura. Ho capito bene? Nel ‘tuo’ spogliatoio femminile si condividevano cose finalmente libere, finalmente senza remore e scrupoli su sesso e tutto il resto?”

Fiammetta: “Sì, Lorenzo in tutti gli spogliatoi femminili che ho frequentato, sono state “le chiacchere fra donne” ad avere pressapoco la maggiore. Senza pudore, si finiva spesso col parlare di sessualità, di esperienze sessuali e del nostro sesso; non la vagina – a cui l’immaginario collettivo maschile fa puntualmente riferimento – bensì la clitoride. Tengo a sottolineare che gli spogliatoi che ho frequentato, erano spogliatoi sporitvi e di gruppo; dove si condivideva una passione comune, un gioco comune, un’esperienza di campo comune. Tu quali commenti ricevi e ascolti, invece, in quelli maschili?”

L: “Beh, nella stragrande maggioranza dei casi, lo spogliatoio maschile è il luogo di enumerazione delle conquiste sessuali o dei desideri, non certo quello del confronto. Mi ricordo solo rarissimi casi di compagni che hanno espresso dubbi o fatto domande su una qualsiasi questione inerente al sesso. Per lo più ci si confrontava sulle reciproche esperienze fornendo eventuali ‘consigli’ in forma di sfottò o di metodi più o meno sicuri per fare sesso il più possibile. Problemi o eventuali difficoltà non venivano nemmeno menzionate, le esperienze erano raccontate più o meno come fanno, nelle barzellette, i pescatori col pesce. Ma scusa, pensando a quello che mi hai detto: come conciliavate la differenza tra quanto vi dicevate tra voi e poi il “fuori” dallo spogliatoio?”

F:  “In che senso intendi “il fuori” dallo spogliatoio? Per essere più precisa, i racconti viaggiavano su diversi piani: in primis, quello dell’esperienza (rapporti sessuali completi) detti e nominati con simpatia e scioltezza, e raramente con volgarità o come un vanto personale. In secundis, quello della relazione; cioè, si nominava la relazione in cui si era con un uomo/donna e si rendeva oggetto di scambio e chiacchera. Erano confidenze tra donne. Poi, c’era il piano fisiologico; si parlava di mestruazioni, ormoni, contraccettivi in maniera spesso spot e senza dilungarsi. E’ capitato di scherzare sulla questione del “clitoride o vulva più bello/a”, del seno più bello, del sedere più bello e del corpo più bello. Il piano non era mai competitivo, ma goliardico e univa. Caspita se univa! Fuori dallo spogliatoio poi si è una squadra. Punto. Non facevamo dei rapporti, una perfomance da mettere ai voti.”

L:  “I miei ricordi si differenziano molto tra lo spogliatoio da ragazzo, finché facevo agonismo, e poi quello dell’attività amatoriale, da adulto. Da ragazzi ci sono solo classifiche di ragazze, racconti su altre donne – MAI sulla “propria” donna, guai – e chiacchiere su pornografia e altri corpi femminili visti in tv o altrove. Da adulti tutto è più ironico e scanzonato, ma gli argomenti non cambiano; in sostanza lo scambio di esperienze non c’è mai, è lasciato sempre e solo al rapporto tra due amici. Con la mia domanda intendevo dire: mi pare di capire ci fosse una grossa differenza tra ciò che vi dicevate dentro e fuori dello spogliatoio. Invece io non l’ho mai avvertita, per quello che riguarda i discorsi sul sesso.”

F: “Si decisamente diversa era l’aria; in campo (nel fuori lo spogliatoio) c’erano degli uomini (staff, allenatore,etc.) e le battute si facevano più maliziose e maldestre! Dentro, fra donne la musica cambiava spesso e volentieri. Comunque non so se consolarmi o deprimermi ancora di più: non mi pare le cose siano cambiate ad oggi. Anzi. Ho sentito di ragazzi coetanei dichiarare fermamente che una donna deve avere innanzi tutto un bel culo, poi tutto il resto.”

L: “Tu la peggiore l’hai sentita fuori: io dentro. Ho sentito un uomo (quasi cinquant’anni) teorizzare a mo’ di consiglio per uno più giovane che va sposata una donna che non ti piace sessualmente, altrimenti potrebbe piacere troppo anche ad altri, tradirti, mettersi in testa chissà cosa… meglio una donna più “normale”, tanto il problema non è scopare. Tutti annuivano. Altro che luogo di confidenze.”

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One thought on “Dialoghi dello spogliatoio

  1. il cinquantenne era un cretino: l’attrazione sessuale reciproca è condizione non sufficiente da sola ma necessaria in un rapporto amoroso, almeno secondo me

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