A proposito di Educazione Sessuale: Miley Cyrus, quando il successo ti fa maschiA.

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Qualche settimana fa, Lorenzo pone alla mia attenzione questo articolo comparso sul Corriere.it : Come insegnare l’educazione sessuale a scuola?. Mi chiede di fare un deconstructing del pezzo, ma dopo averlo letto più volte penso di dover escogitare un modo diverso per distruggere l’escalation di banalità presenti. La giornalista apre scrivendo:

La recente sentenza della Corte di Cassazione che nega la pedofilia in un rapporto sessuale fra un uomo di 60 anni e una bambina di 11, perché «c’era amore», mostra che di educazione sessuale ne hanno, e tanto, bisogno parecchi adulti, anche in posizioni di potere.

Invece l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato 85 pagine di guida all’educazione sessuale per i bambini da 0 a 16 anni, un po’ ambigua nella presentazione (…)

Mi sembra chiaro, sin dall’esordio, l’equivoco intrinseco; si fa riferimento ad un fatto recente di cronaca – il sessantenne calabrese abusante della bambina undicenne, dove la Cassazione non ha negato il reato di pedofilia, ma ha disposto che non fossero state considerate alcune attenuanti durante il processo d’Appello – accostando ad esso una seconda notizia apparentemente coerente: ovvero, la guida sugli Standard per l’Educazione Sessuale stilata dalla OMS . Ora, cosa porti ad associare una notizia di cronaca giudiziaria ad una d’informazione generale, non saprei dirvi. Dal testo risulta chiaro l’obbiettivo strumentale dell’articolo; scritto per maturare polemica sulle indicazioni, circa l’educazione sessuale, rivolte (giustamente) ad individui in via di sviluppo: dai 0 ai 16 anni. Cosa c’entrano gli/le adulti/e con il testo dell’OMS? E perché dovrebbero essere questi/e ultimi/e ad averne bisogno?

Chi ha letto e/o seguito il drammatico caso di pedofilia avvenuto in Calabria, saprà per certo che il grosso vuoto nella vicenda riguardo gli adulti in posizioni di potere (i giudici di Cassazione, per giunta, quasi tutti uomini), non concerne certo il tema della distinzione fra pedofilia ed educazione sessuale, bensì una mancata attenzione di tutela nei confronti di minori e dei diritti dell’infanzia. Sfruttare quindi la prima notizia per polemizzare sulla seconda, mi sembra un espediente giornalistico e retorico parecchio misero.

Perciò, non mi soffermerò oltre sull’articolo del Corriere.it dove, pretestuosamente e presuntuosamente, viene scimmiottato un contributo specialistico come quello fornito dall’OMS, pensato e concepito da un’organizzazione mondiale composta di svariati esperti in molteplici settori, che da anni si occupano di educazione alla salute e alla sessualità nel mondo. Con un’attenzione particolare ai più giovani.

E a proposito di giovani, per rispondere alla lungimirante giornalista di cui sopra, mi verrebbe da chiederle se conosce un altro modo – oltre all’educazione alla sessualità e all’affettività – per provare a tutelare adolescenti di tutto il mondo, di fronte ad idoli come Miley Cyrus e alle immagini di uno dei suoi video quale Wrecking Ballcliccatissimo in rete. Nel video, l’ex starlette Disney canta di amore e sofferenza in pose soft-porno; le inquadrature parlano più di quanto io possa fare qui. E non è tutto. Il suo ultimo video, Adore You – on VEVO da ieri, 26 Dicembre –  la ritrae in lingerie mentre finge un orgasmo toccandosi nelle parti intime; lei si riprende con una telecamera amatoriale, cantando con la sua splendida voce, queste parole:

When you say you love me,
Know I love you more
And when you say you need me,
Know I need you more
Boy I adore you
I adore you

Quando mi dici che mi ami,
ricorda che io ti amo di più
e quando mi dici che hai bisogno di me,
ricorda che io ne ho più bisogno
ragazzo io ti adoro
io ti adoro

Tengo a ribadire che non è il personaggio in sé ad essere oggetto di questa riflessione, piuttosto le immagini, le pose e le perfomances dell’artista che veicolano una serie di contenuti e messaggi, rivolte ad un pubblico di giovani fans quali amore e sessualità attraverso una corporeità che accosta dell’altro: ad esempio le movenze soft-porno. Molte riflessioni potrebbero seguire qui. Ma non voglio suggerirne alcuna.

Miley Cyrus è una bravissima cantante, e ciò è indubitabile se si ascoltano i suoi brani. Di lei e delle sue ultime esibizioni si è parlato molto e si è scritto ovunque, in rete e non solo. Non ne resta molto altro, oltre il gossip fine a sé stesso. In particolare ha fatto scalpore la sua recente esibizione “shock” agli MTV VMA 2013 in cui la ragazza si è dilettata nel Twerking stretta in un costumino di latex, mentre duettava sul palco con Robin Thicke.

Dopo tale performance, la sua pagina FB ha registrato un’impennata di “I Like” arrivando a  più di 3 milioni di contatti. Milioni di ragazzine e ragazzini di tutto il mondo hanno guardato e plaudito a questo presunto, divertente gioco delle parti e della seduzione.

Quale strumento adottare, quindi, per spiegare, analizzare e far comprendere la portata di simili linguaggi, se non quello dell’educazione alla sessualità consapevole? Cos’altro? Quanto ancora vogliamo attendere – quali macerie relazionali  e sociali – per ricavarci il tempo di decostruire e capire insieme cosa separa lo show business dall’erotismo?

Parliamone. Facciamolo insieme, dunque. Ma per farlo abbiamo bisogno dell’educazione sessuale rivolta agli e alle adolescenti, promossa da adulti/e competenti e consapevoli. Il soft-porno è oramai la prima industria nel mondo, abilissima nel rinnovarsi (si fa per dire) e ricavare sempre nuovi profitti, spesso utilizzando i corpi delle giovani ragazzine come Miley, a totale appannaggio di un presunto desiderio maschile. Perché il twerck – la riproduzione aerobica ed esplicita dell’atto sessuale, tipica degli strip dancers nei night club – fa vendere e parlare di sé, molto più del canto e dell’arte pop messe insieme. Dichiara la giovane pop star:

Non volevo scioccare le persone solo per scioccarle, avevo uno scopo: far parlare tutto il mondo di me e della mia musica.

Mi pare che di educazione ce ne sia sempre più urgenza. Così come di ricreare luoghi dove parlare e liberare – per davvero – la propria corporeità e sessualità in maniera autodeterminata, a dispetto dei modelli unilaterali che il mercato dello show business continua a proporre da decenni.

Per comprendere quali siano tutte le pose cui mi riferisco nel post, ed in cui è stata immortalata Miley Cyrus consiglio una breve escursione su Google alla voce twerking.

Nel frattempo, dubitate dei rigurgiti moralisti di sedicenti giornalisti/e.

Fiammetta.

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