Balzaretti, gli stereotipi di genere e il sessismo

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/423400/intervista-balzaretti-e-abbagnato.html

Martedì scorso va in onda su LeIene Show la classica intervista a due. Stavolta protagonisti sono Federico Balzaretti, terzino della AS Roma, ed Eleonora Abbagnato, étoile: il video fa il giro del web in pochissime ore. Merito, una presunta confessione del calciatore che dichiara: «i calciatori gay esistono; le persone intelligenti lo accetterebbero, quelle meno intelligenti no».

federico_eleonora

Così, incuriosita, guardo la clip. E rischio quasi  di vomitare sul monitor del pc; perché l’intervista non ha nulla a che fare – o pochissimo – con la fatidica frase detta da Balzaretti circa l’ostracismo presente nel mondo del calcio, attorno all’omosessualità. In realtà quello  che va in scena è il solito valzer di domande impiccione su: fama, soldi, sesso, gossip, porno, corpo oggetto, morale cattolica, gioco di ruoli e cliché, rapporti di forza, lifestyle.
Il tutto, in un montaggio di appena 7 minuti.

Da tifosa romanista non riesco, proprio, a passarci sopra. Non ce la faccio. Non credo alle mie orecchie: le frasi appositamente montate dalla redazione del programma (e sottolineo, appositamente) sono una messe di parole stereotipe, facenti capo a concetti retorici  di una sottocultura – tutta italiana – profondamente muchista e maschilista. Milioni di italiani/e guardano passivamente l’intervista che passa in seconda serata.

Quindi, oggi, ve beccate questo deconstructing della clip. La premessa che sento di fare da subito è che questo non è un attacco ai due personaggi. La coppia mi sta molto simpatica, ed entrambi sono bravi e belli. Qui, mi occupo dei messaggi veicolati dalla narrazione del video: non solo di Balzaretti e Abbagnato (che dicono cose, a mio parere, decisamente opinabili).

Ma cosa si è detto davvero, nell’intervista?

Il video si apre con una presentazione dei due personaggi, seguendo il solito schema dicotomico de: la ballerina ed il calciatore (remake trito di una  favola qualsiasi, alias cenerentola ed il principe azzurro).

Domanda 1: “tra l’altro, prima di una partita, il sesso si può fare o no?”, Federico risponde: “si può fare”. Eleonora: “perché no?!”. Continua: “E prima di un debutto all’Operà, voi lo fate?”, Federico: “sì”.  Eleonora: “sì, ballo meglio (risatina)”. [cliché e retorica sul sesso, inteso come performance e panacea di tutti i mali prima di una prestazione sportiva].

Domanda 2: “chi è il più vanitoso?” Federico risponde: “lei”. Eleonora: “io, sono femmina..” [stereotipo di genere; sottende che questa qualità sia ad appannaggio esclusivamente femminile]. Alla domanda, “chi rimorchia di più fra voi due?” Federico risponde: “bé la donna, secondo me, rimorchia sempre di più (dell’uomo)” [pregiudizio di genere; veicola il messaggio della donna-preda o sempre appetibile]. Eleonora dice: “lui”.

Domanda 3: “ma a tua figlia piace più il calcio o la danza?”, Federico risponde: “il calcio”. Eleonora: “entrambi”. Continua: “e se tua figlia volesse fare la ballerina?”, Federico: “va benissimo”. Eleonora: “perché no?!”. Continua: “e se volesse fare la velina?”, Federico: “va benissimo”. Eleonora: “perché no?!”. Continua: “e se volesse fare la calciatrice?” Eleonora: “no, grazie! (categorica)” [stereotipo di genere e sessista; perché una ragazzina non potrebbe fare la calciatrice se sana e appassionata di calcio?]. Federico: “spero che faccia… qualcosa di femminile” [stereotipo di genere e sessista, in quanto reputa il calcio una professione a totale appannaggio maschile].
Di seguito, “e se (vostra figlia) sposasse un calciatore?”, Eleonora risponde: “perché no?!”. Federico: “almeno paga lui il matrimonio” [stereotipo sessista e paternalista; ripropone l’immaginario dell’uomo protettore e della donna economicamente dipendente].

Sull’onda delle domande a Balzaretti riguardo l’omosessualità nel calcio, l’intervistatore chiede all’Abbagnato, domanda 4: “ma Federico è geloso dei ballerini?” [domanda a sfondo maschilista, sfrutta l’immaginario dell’uomo virile se geloso], Eleonora: “No”.  Successiva: “ma i ballerini sono tutti gay?” [domanda a sfondo discriminatorio e generalista, sfrutta il pregiudizio ballerino maschio=gay] Eleonora: “quasi tutti gay” [stereotipo sessista; cliché retorico sulla danza come professione “femminile”].

Domanda 5: “digli qual’è il suo pregio?” Federico dice: “Eleonora, hai due palle così” [definizione sessista].

Potrei andare avanti all’infinito; in ogni frase c’è la riproposizione di stereotipi reiterati.  Ma penso che quanto scritto basti per dare un’idea di cosa rappresentano questi format.
In conclusione, cosa dovrebbe pensare una ragazzina che guarda questa intervista del suo beniamino/a? Quale insegnamento trarre da questo scambio di battute? Non voglio suggerire, qui, alcuna conclusione in merito. Lascio al lettore e alla lettrice il compito di tirare le somme.

Il problema, ribadisco, non sono i personaggi in sé (sapete quante persone la pensano esattamente come questi due?), né i contenuti in sé: sesso, sessualità, sentimenti, corpo oggetto etc. ma il modo in cui vengono volgarmente narrati e veicolati.

Da trent’anni ragazzini/e di questo paese vedono, sentono e interiorizzano questi messaggi. E non c’è libro che tenga a renderli consapevoli, se non ci prendiamo il tempo per spiegarli e capirli insieme. Solo 7 minuti, la clip; 3 ore per il deconstructing.
7 minuti che ci traghettano indietro di 150 anni.

Fiammetta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...