L’ingegnera perduta

Pochi giorni fa ero a Lugo di Romagna per un seminario sul linguaggio antisessista e pratiche politiche antisessiste, organizzato dall’associazione Demetra. Dopo il mio intervento, tra le domande del pubblico, un uomo mi ha chiesto (più o meno, cito a memoria):

“Mi scusi, ma cosa intende dire con il fatto che per le donne si tratta di opporsi, di fare resistenza al patriarcato mentre per l’uomo si tratta di abbandonare dei vantaggi? Quali sarebbero questi vantaggi dati dal patriarcato?”

Una risposta minimamente esauriente avrebbe richiesto un altro seminario, ma lì dissi solamente:

“Abbiamo parlato prima dei problemi relativi all’educazione; prendiamoli ad esempio. Pensi solo al fatto che viviamo in un ambiente culturale che indirizza maschi e femmine verso scelte di vita diverse: i maschi hanno davanti, e gli vengono proposte, praticamente tutte le scelte possibili per la loro vita futura – calciatore, astronauta, chirurgo, archeologo, pilota d’aerei, attore, ingegnere, cuoco; alle femmine, com’è evidente, solo alcune e quasi sempre nell’ambito della cura, dell’accudimento – infermiera, maestra, segretaria, commessa, bibliotecaria; e poi il tremendo ‘fare una famiglia’. Queste possibilità in più, prospettate fin da piccoli, sono uno degli smaccati vantaggi sociali dati ai maschi, e solo per motivi di ordine culturale.”

Oggi ho rivisto in giro sui social network il volto di Debbie Sterling, e mi sono detto: quante ottime ingegnere ha perso il nostro paese, finora? Quante chirurghe? Quante idrauliche? Quante economiste? Quante sommelier? Quante camioniste? Quante archeologhe? Quante avvocate? Quante occasioni per arricchire il tessuto sociale sono andate perse in decenni di discriminazione di genere? Quante ancora ne dovremo perdere, prima di capire cosa stiamo buttando via?

Questo è il sito di GoldieBlox, alla ricerca dell’ingegnera perduta.

Girls.
You think you know what we want, girls.
Pink and pretty it’s girls.
Just like the 50’s it’s girls.

You like to buy us pink toys
and everything else is for boys
and you can always get us dolls
and we’ll grow up like them… false.

It’s time to change.
We deserve to see a range.
‘Cause all our toys look just the same
and we would like to use our brains.

We are all more than princess maids.

Girls to build the spaceship,
Girls to code the new app,
Girls to grow up knowing
they can engineer that.

Girls.
That’s all we really need is Girls.
To bring us up to speed it’s Girls.
Our opportunity is Girls.
Don’t underestimate Girls.

Lorenzo Gasparrini (grazie a Floriana e a Lorenza)

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7 thoughts on “L’ingegnera perduta

  1. Grazie degli ottimi suggerimenti!

    Con mio marito abbiamo letto il post e guardato il fantastico video. Abbiamo incaricato degli amici americani di comprare per nostra figlia questi giocattoli e vedremo come sono.
    Penso che una bambina abbia tutto il diritto di adorare le Barbie e giocare a fare l’inventrice.

  2. Ma secondo te i maschi non hanno anche degli svantaggi dal patriarcato? A me sembra che ci siamo persi generazioni di Papà con la ‘p’ maiuscola e ultimamente un discreto numero di artisti e umanisti

    • Scherzi, Close? Non hanno degli svantaggi, sono proprio repressi.
      Costretti in schemi sociali e ruoli stereotipati, per avere il contentino delle comodità sociali e delle opportunità economiche, moltissimi uomini si perdono la libertà del proprio corpo e della propria esperienza di relazione. Così si diventa “papà” senza neanche aver provato da soli a esserlo, aderendo a uno schema, preconfezionato come “l’artista” o “l’intellettuale”. Tutti modellini preparati dal patriarcato, atti alla sua stessa conservazione – e alla conservazione di altri sistemi di potere legati.

      • Sì ma questo non è uno svantaggio? Essendomi persa la tua comunicazione 🙂 sicuramente ho capito male, ma da come è messa questa frase capisco che gli uomini dal femminismo hanno tutto da perdere. Mentre tu, come me, pensi che hanno un mondo da guadagnare

  3. Pingback: A che serve fare qualcosa | lafilosofiAmaschiA

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