Lo sciopero delle donne. L’appello per la manifestazione del 25 Novembre.

All’inizio del mese di Luglio, pubblicammo qui l’iniziativa promossa da donne e giornaliste freelances –   facenti parte di GIULIA, libera associazione delle giornaliste – sulla delicata, quanto allarmante, questione dei femminicidi in Italia.  Ad oggi, contiamo già 63 vittime dall’inizio del 2013 (fonte UDI). «Una strage di donne che non si ferma, che non conosce crisi», citando testualmente Riccardo Iacona, dal suo ultimo libro Se Questi Sono gli Uomini. La vibrante preoccupazione per il continuo dilagare del fenomeno, ha spinto ad aderire a tale iniziativa la CGIL di Susanna Camusso (qui il comunicato ufficiale CGIL).Manifestazione_contro_violenza_donne

Da questa pagina è mio desiderio invitare tutte e tutti gli insegnanti delle scuole medie inferiori e superiori ad interessarsi circa l’iniziativa –  di cui riportiamo l’appello sotto e altro materiale pubblicheremo in seguito – proponendola, per esempio, come argomento di discussione in classe, alla ripresa delle lezioni, a Settembre. Invito, poi, tutte le donne della scuola italiana ad aderire allo sciopero per l’inadeguato sostegno fornito loro, da parte delle Istituzioni competenti, nel costruire una cultura del rispetto; nel rispetto dei generi e dei diritti fondamentali della persona.  L’inesistenza di programmi ,o supplementi di esso, in grado di fornire strumenti critici a studenti e studentesse, di tutte le età, su temi quali violenza di genere e stereotipi sessisti, registra l’abbandono cui si sta lasciando il corpo docenti. In un momento sociale e politico delicatissimo.

Il femminicidio non vuole essere considerato come un fenomeno culturale problematico di questo paese, ma solo come semplice conseguenza di atti criminali. Questa tendenza impedisce che ne venga data una chiave di lettura antropologica e culturale d’insieme, da poter condividere con le giovani generazioni.

Vi diamo così il nostro arrivederci a Settembre, con la speranza che possiate accogliere il nostro invito alla riflessione.

Fiammetta.

L’appello delle giornaliste:

Care/i tutte/i,

ad un mese dal nostro appello, lanciato il 14 giugno scorso, oggi
possiamo contare su quasi mille adesioni. E questo solo grazie 
a tutte quelle donne - ma anche parecchi uomini - che, come noi, hanno
creduto e credono nella possibilità di fare qualcosa per smuovere la
coscienza di questo paese. 

Grazie a tutte/i voi, ora abbiamo la data su quando promuovere la nostra
azione: il 25 novembre, proclamata dall’Onu giornata internazionale
contro la violenza sulle donne, e ormai riconosciuta da tutte le
organizzazioni sociali e politiche nel mondo. Una data storica,
scelta dal movimento internazionale delle donne latino-americane nel
1981 a Bogotà in onore delle tre sorelle Mirabal, attiviste della
Repubblica Dominicana, assassinate il 25 novembre 1961 perché si
opponevano al regime dittatoriale del loro paese. Una memoria che non
può non ricordarci quanto la politica - sul corpo, sul lavoro, sulla
vita delle donne - sia così importante.

Per quanto riguarda le modalità, lo sciopero si articolerà  su tre
azioni congiunte e/o separate (l’una non esclude le altre).

1.Lenzuola e/o pezzi di stoffa rossi esposti dai balconi e/o
dalle finestre
2. 15 minuti di silenzio, in piedi, interrompendo qualunque
attività di lavoro si stia svolgendo
3.Manifestazioni territoriali di piazza organizzate localmente
(con eventuale corteo)

L’idea è quella di stare dentro il 25 novembre -  che quest’anno cadrà
di lunedì - ma in un modo completamente diverso dal solito. Diciamo in
un modo più “militante”, attivo e visibile come “scioperanti”: primo,
per non far cadere l’attenzione sul femminicidio (ormai diventato
trafiletto da ultima pagina nei quotidiani); secondo, per allontanare
da noi l’immagine di vittimismo che il tema, purtroppo, sottintende.
Non a caso abbiamo scelto la parola “sciopero”, e cioè una forma di
protesta altamente sociale e politica di autotutela con l’obiettivo di
esercitare pressioni sulla “controparte”. Insomma, noi riteniamo che
le donne non debbano più essere uccise, maltrattate, offese perché
libere e padrone della loro vita, né in Italia né altrove, e che
occorrano azioni forti e congiunte come questo “sciopero” che parla
non solo di violenza sulle donne, non solo delle nostre sempre più
precarie condizioni di lavoro, ma pone il legame tra le due cose.

Per essere più chiare, lo “sciopero” rappresenta per noi
solo l’inizio di un’azione non occasionale ma duratura nel tempo, a
vari livelli.
Su tutte le altre informazioni relative alla
diffusione e gestione  dello “sciopero”:

1. stiamo attivando un sito di cui presto ti daremo le coordinate;
2. prevediamo un logo e magliette da indossare durante i 15 minuti di
astensione dalle proprie attività lavorative;
3. pensiamo a flash-mob e sit-in locali, a foto e video da girare e
mettere in rete durante quella giornata.

Informateci su piazze/spazi/luoghi dove le persone che desiderano
lasciare il proprio lavoro/casa, possono incontrarsi e manifestare
insieme, e metteremo tutte le info sul sito. Con l’obiettivo di fare
il punto a settembre, in previsione anche di un incontro collettivo.

Grazie.
Adriana, Barbara (freelances)
e Tiziana (Presidente del centro Trama di Terre).

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4 thoughts on “Lo sciopero delle donne. L’appello per la manifestazione del 25 Novembre.

  1. per favore, devo chiedere con anticipo dei giorni dal lavoro, lavorando anche il week end!
    mi sapreste dire se la manifestazione sarà piuttosto il sabato (la domenica) o il lunedì stesso? vorrei già chiedere il mio giorno di ferie per non rischiare di non poterci essere, se sapete aiutarmi ve ne sono grata,
    Alessia

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