Scioperiamo per fermare la cultura della violenza

refuseabuseSul femminicidio  molto è stato detto.  Molto altro si dirà, ancora. Forse ne scriveremo noi, qui, più avanti. Visto con lo sguardo dell’ora e qui, il fenomeno non pare destare interesse alcuno da parte della politica, tanto che giornali e media tutti si affannano a sbrigarne il racconto solo come meri fatti di cronaca isolati e attraverso l’uso di un linguaggio, spesso inappropriato. Nonostante il Parlamento abbia superato l’ostacolo dell’approvazione sulla Convenzione di Istanbul a pieni voti, non comprendiamo come mai nessuna Istituzione abbia ancora agito concretamente nella direzione prescritta dalla medesima Convenzione.

Preso atto di ciò, abbiamo deciso di unirci all’appello promosso da Barbara Romagnoli (giornalista freelance), Adriana Terzo (giornalista freelance), Tiziana Dal Pra (presidentessa del centro interculturale Trama di Terre), per uno sciopero di 24 ore contro la cultura della violenza, sottoscrivendo la petizione di cui riportiamo una parte, qui, di seguito:

Alla presidente della Camera, Laura Boldrini
Alla segretaria della Confederazione Generale del Lavoro, Susanna Camusso
Alla vice-ministra del Lavoro e Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità, Maria Cecilia Guerra

A tutte le donne delle istituzioni, delle arti e dei mestieri
A tutte noi

Pensavamo che l’uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, esprimesse un punto di non ritorno. Invece no. L’insulto che è stato rivolto alla ministra Cécile Kyenge – da un’altra donna – dice molto più di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta.

Non basta più il lavoro dei centri antiviolenza, fondamentale e prezioso. E non bastano le promesse di leggi che neanche arrivano. La ratifica della convenzione di Istanbul? Un passo importante, ma bisogna aspettare e aspettare. E noi non vogliamo più limitarci a lanciare appelli che raccolgono migliaia di firme ma restano solo sulla carta; a proclamarci indignate per una violenza che non accenna a smettere; a fare tavole rotonde, dibattiti politici, incontri. Adesso chiediamo di più.

Chiediamo di poter vivere in una società che vuole realmente cambiare la Cultura che alimenta questa mentalità maschilista, patriarcale, trasversale, acclarata e spesso occulta, che noi riteniamo totalmente responsabile della mancanza di rispetto per le donne, e che non fa nulla per fermare questo inutile e doloroso femminicidio italiano.

PER ADERIRE mandate mail con Nome e Città all’indirizzo: scioperodonne2013@gmail.com – vai all’appello

Lorenzo Gasparrini, Stefania Girelli, Fiammetta Mariani

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