La filosofia non è quella dei manuali per i licei

No, la filosofia non è quella roba lì. Quello è un racconto della filosofia, è una delle tante storie possibili di una disciplina che già ha qualche grosso problema nel definirsi, figuriamoci nel raccontarsi.

Per quello che ho imparato e che faccio, filosofia è criticare le esperienze per arrivare alle loro condizioni di possibilità, a ciò che le fa essere così. E allargare questa critica alle esperienze altrui, al modo di comunicarle, a come diventano storia e base per altre esperienze. E’ un’attività di continua interrogazione non tanto per giungere a risposte quanto per mostrare relazioni tra le esperienze e tra i fenomeni. Il tutto comprendendo quella cosa che intendo con “me stesso” come una delle possibili esperienze per l’altro, come uno dei tanti fenomeni.

Non è una definzione. E’, più o meno, una descrizione. Questa è certamente più vaga, ma più utile dell’altra. E sarebbe certamente più utile per pensare di insegnare come ci s’interroga sulle proprie esperienze in tutti gli ordini scolastici. Dovunque, da tempo immemorabile, in tutte le attività umane si sente desiderare “un maggiore spirito critico” – e gli stessi che tanto lo desiderano non sembrano sapere da dove potrebbe venirgli. Appena provi a suggerire che si tratta di filosofia, bene che va ricevi una risata.

Con tutte le difficoltà della scuola italiana, da qualche parte s’è cominciato a capire che bisogna iniziare presto, alle elementari. Esistono progetti che coinvolgono bambini e genitori, perché le domande non finiscono a una certa età. Basta pochissimo per risvegliare interesse anche in territori nei quali sembra difficile se non impossibile fare sperimentazione didattica. I materiali si trovano, e anche gratis – si tratta solo di volerlo fare.

Perché il risultato di una scarsa abitudine a farsi domande e a saper cercare le risposte porta non solo a una politica parecchio distorta ma anche all’impossibilità di uscire da quella politica.

Quando leggo i commenti a questo articolo noto che la maggior parte di quelli che commentano negativamente i progetti di filosofia e/o studi di genere proposti nelle scuole non ha idea di cosa sia né l’una né gli altri. Ma sanno tutti, indistintamente, cosa si dovrebbe fare.

E’ per questo che si chiamano pregiudizi.

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2 thoughts on “La filosofia non è quella dei manuali per i licei

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